Le carezze di plastica

Pubblicato da lapedagogista il 18 mag, 2012 in Famiglia, Pensieri educativi | 1 commento

“Che carinaaaa!”
“Che belle labbra, sembrano rifatte!”
“Stai bene con questo taglio, non con quella che avevi prima!”
“Che bel vestito, non ti si vede tanto la pancietta con questo!”

I gesti o le parole di apprezzamento affettati, finti si avvertono immediatamente. Spesso il messaggio che viene dato verbalmente è smentito dal messaggio non verbale.
E il messaggio non verbale è più potente più veritiero.
Se vi dicono “Stai proprio bene” con voce poco partecipe e sguardo di sufficienza, capirete immediatamente che la carezza è fatta per lusinga ma non è sincera. Forse la persona che invia il messaggio ha un secondo fine. In ogni caso, non è autentica.
Oltre a queste carezze formali e superficiali, sono carezze “di plastica” anche quelle apparentemente positive, ma che portano con sé un messaggio negativo “Guidi bene, per essere una donna”. Come reagire? Tenere in considerazione la prima parte dell’affermazione o “offendersi” per la seconda?
Le carezze di plastica si riconoscono subito perchè non lasciano solo un po’ di normale imbarazzo, ma un vero è proprio senso di fastidio o confusione in chi le riceve.
Ricordiamoci che possiamo rifiutare, in modo garbato, queste carezze che per noi sono negative. Non significa troncare i rapporti o entrare in conflitto. Significa sostenere la nostra autostima, il nostro diritto a essere come siamo. Significa essere autentici.
Anzi, in generale possiamo rifiutare le critiche che riceviamo, se non ci riconosciamo in queste! Nell’economia delle carezze forse abbiamo imparato a “non rifiutare carezze quando non le vuoi”, perchè anche le carezze negative “temprano” il carattere, fanno crescere, ti dicono dove stai sbagliando, sono fatte “per il tuo bene”.
Le carezze sii ascoltano, si prendono in considerazione, ma se non parlano di noi, possiamo rimandarle gentilmente al mittente.

Del resto, abbiamo così poca dimestichezza con le carezze che spesso siamo molti bravi a farci da noi stessi carezze negative e ricoscimenti ambivalenti:  “sono davvero brava a sentirmi in colpa”, “sono davvero brava a rompere le scatole”, “sono super nel fare 1000 cose, ma mai quello che voglio”…

Non è sempre facile chiedere carezze, perché significa dichiarare un proprio bisogno.
Nemmeno farsi carezze vere è facile però, perché significa ri-conoscersi e imparare a trovare le proprie risorse per metterle in gioco.

#10coseSuper è un piccolo grande contributo per imparare a chiedere e accettare carezze, rifiutare le carezze negative e iniziare a carezzare noi stessi.
Per ritrovare la capacità di dare carezze autentiche: perché se hai imparato a farlo su te stesso, poi è facile e impossibile non desiderare di trasferire questa tua competenza nella relazione con gli altri.

 

Leggi anche Le carezze come nutrimento e Chiedere (e accettare!) carezze

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